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Regole deontologiche

Come tutte le professioni che hanno a che fare con la vita e i sentimenti delle persone, il giornalismo ha bisogno di regole. La libera informazione è un elemento essenziale di ogni democrazia, ed è garantita dalla nostra costituzione. Ma a volte può entrare in contrasto con altri diritti costituzionalmente garantiti, e non è sempre facile mantenere il giusto equilibrio.

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La quadrettatura del volto del minore è uno degli accorgimenti usati per non violare la Carta di Treviso.

Chi finisce suo malgrado e senza un giustificato motivo sulle pagine di un giornale o in televisione ha diversi strumenti di tutela, dalla richiesta di rettifica al ricorso alla magistratura con azioni di tipo penale o civile. Mai come in questo caso, però, la prevenzione è meglio della repressione: l’imperativo di ogni giornalista dovrebbe essere quello di evitare errori ed eccessi, e la strada per riuscirci passa in primo luogo attraverso la formazione professionale.
Guardando in particolare ai giornalisti giovani, nel corso degli anni l’ordine e il sindacato hanno elaborato alcune carte che riassumono le regole deontologiche della professione. La principale è la Carta dei doveri del giornalista, cui si è aggiunta quella dei diritti e dei doveri del giornalista radio-televisivo. La Carta di Treviso affronta il delicato problema della tutela dei minori, altre si occupano della pubblicità, dell’informazione economica, del trattamento dei dati personali. Un argomento, quest’ultimo, strettamente legato alla nuova sensibilità sociale in tema di protezione della privacy.
Nella sezione dedicata ai materiali troverete i link per la consultazione.