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Prima pagina

La prima pagina è la vetrina del giornale. È sempre stato così, ma nel corso del tempo il formato dei quotidiani si è ridotto, e anche le prime pagine sono cambiate. Prima c’era più spazio, e si preferiva avere pochi titoli e articoli scritti in caratteri fitti, in modo che non fosse necessario farli “girare” nelle pagine interne. Oggi i giornali cercano di presentarsi al lettore con una identità riconoscibile e sono molto più attenti all’equilibrio generale della composizione e alla leggibilità. Grafici specializzati affiancano i giornalisti nella impaginazione, si fa un largo uso del colore, compaiono fotografie di effetto e vignette satiriche, e si è affermata la tecnica delle “civette”: titoli più numerosi seguiti da poche righe di testo, che rimandano agli articoli contenuti in altre parti del giornale.
Immagine In genere le pagine dei quotidiani sono divise verticalmente in sei - sette colonne, e orizzontalmente in tre fasce: il taglio alto, quello medio e quello basso.
La visibilità di un articolo dipende dal numero di colonne che viene dedicata al relativo titolo, e la sua importanza dall’altezza della collocazione. Ma in alto la prima pagina ospita già la testata del giornale, e per questo a volte si preferisce collocare il titolo più importante in una posizione centrale.
In prima pagina va soltanto quello che il direttore ritiene davvero essenziale. È lui a decidere la gerarchia delle notizie, è lui dire l’ultima parola sulla titolazione, è lui a proporre ogni giorno ai suoi lettori una chiave di interpretazione della realtà. Un semplice confronto tra testate concorrenti dimostra che il titolo a sette colonne taglio alto degli uni può diventare un due colonne taglio basso per altri, oppure può essere confinato in una pagina interna, ben mimetizzato tra i necrologi e la pubblicità. Nessuno potrà accusare il direttore che ha fatto quest’ultima scelta di aver volutamente nascosto una notizia importante. Ma si può essere certi che la maggior parte dei suoi lettori non l’avrà neppure notata. Pochi, infatti, vanno oltre una rapida scorsa dei titoli principali e leggono un giornale da cima a fondo.